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Marte

COSA CHIEDIAMO E COSA OFFRIAMO IN CAMBIO

Il nostro progetto  era da anni, per la precisione dal 1979, quello di passare all’industrializzazione dei prototipi a propulsione non newtoniana (PNN) attraverso una fase iniziale che era esclusivamente associativa da cui derivava una realtà associativa dell’organizzazione.
Obbiettivo iniziale era quello di una industrializzazione gestita primariamente da tale associazione, obbiettivo che purtroppo i fatti hanno dimostrato inattuabile quando si deve interagire con controparti che sono enormemente più forti di noi dal punto di vista economico e generalmente operanti in settori differenti. Una volta ottenuto, dopo anni e anni di ricerca, a fine 2001 un prototipo operativo PNN a piccola spinta, si è compreso solo all’inizio del 2013, l’effettivo know-how che si concretizza ora in un prototipo del tutto differente dai precedenti, avente un rendimento circa 450 volte maggiore della PNN del 2005 ed una accelerazione di circa 1/32 di g. Ma l’aspetto più rivoluzionario ed imprevedibile è stata l’elaborazione, per vie matematiche, di una legge d’inerzia che rende la PNN qualcosa di straordinario per l’esplorazione spaziale anche in presenza di spinte relativamente basse.
A questo punto, le possibilità di sviluppo industriali, a nostro avviso, dipendono solo dalla messa a punto della specifica tecnologia che solo recentemente è stata individuata ed i cui dettagli saranno comunicati solo a coloro che faranno parte del nostro programma.
Si ritiene doveroso ricordare che la NASA ha speso capitali nella ricerca di propulsioni alternative, specificatamente quelle che prevedono non espulsione di massa di reazione, ricavando fino ad oggi completi fallimenti.
Pertanto ad oggi ASPS è l’unico ente in grado di detenere e riferire un know-how completo in tal senso. In via teorica, e intendiamo ripeterlo: come ipotesi del tutto teorica basata su estrapolazioni esclusivamente di carattere fisico-matematico, ma soprattutto dopo le opportune verifiche sperimentali, ciò potrebbe permettere il superamento della velocità della luce e quindi l’esplorazione in tempi del tutto accettabili per ritorni commerciali, non solo del sistema solare e non solo della nostra galassia.
Per quanto sopra ci troviamo ora in presenza della stringente, assoluta necessità di verificare e collaudare sperimentalmente la rispondenza del nuovo prototipo potenziato alla legge fisica che abbiamo ricavato per mezzo di un test effettuato in orbita geostazionaria.
Ciò è attuabile tramite il seguente programma da condividere con i finanziatori-collaboratori.

 

1)- Ricerca di uno o più partners seri ed affidabili che ci mettano in grado di effettuare questo test.
2)- Stesura di un contratto di collaborazione.
3)- Costruzione ed assemblaggio di:

  • 3 unità PNN per il controllo di assetto nel vuoto del prototipo e di una unità primaria di spinta;
  • un alimentatore elettrico a pannelli solari;
  • una sorgente elettromagnetica in frequenza tra 35 e 500 Mhz da 3 a 10 Kw;
  • apparati per comunicazioni e controllo a distanza.

4)- Esecuzione di un test sperimentale propedeutico a terra tramite un pendolo balistico sufficientemente lungo.
5)- Messa in orbita geostazionaria.
6)- Comando da terra con percorrimento di traiettorie orbitali di lunghezza variabile in accelerazione e decelerazione.
7)- Condivisione con i finanziatori dei brevetti PNN e del relativo sviluppo industriale, tenendo ben presente che costoro siano già consapevoli che con la PNN si diviene leaders del settore aerospaziale e si determina una svolta epocale difficilmente prevedibile, in quanto, sfiorando la fantascienza, si supera il limite delle attuali conoscenze scientifiche.
8)- Come richiesta basilare per una fattiva e seria collaborazione tra le parti poniamo la disponibilità presso i finanziatori di un team tecnico-scientifico perfettamente in grado di acquisire i primi concetti di know-how in modo tale da poter, esso stesso, mettere a punto un prototipo incompleto. Ciò servirà, oltre come prova delle proprie capacità, anche a mettere a punto le reciproche possibilità di collaborazione pratica da attuarsi con la costruzione del prototipo definitivo.
9)- Massimo risalto da parte dei finanziatori sui vari mezzi di informazione del progetto in corso.
10)- L’ASPS si riserva di apportare modifiche al presente programma qualora nel frattempo si verifichino eventi tali, sperimentali e/o commerciali, che le giustifichino.

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